
34) Marco Aurelio. Fare il bene per il bene.
    Troppo spesso le buone azioni degli uomini sono determinate
da fattori esterni: il miraggio di un premio o la paura di una
pena (compresi i premi e le pene divini). Solo il bene
disinteressato pu avere un valore morale

Ricordi, V, 6 (vedi manuale pagina 170).

    C' chi, quando fa bene a un altro,  pronto a esigerne
gratitudine; c' chi non  pronto a ci, ma tuttavia entro di s
pensa come di fronte a un debitore, e sa bene quel che ha fatto.
Ma c' chi quasi neppur sa quel che ha fatto; ma somiglia alla
vite che ha portato il grappolo, e null'altro cerca, una volta
dato il proprio frutto [...]. Quest'uomo, fatto il bene, non lo va
gridando, ma passa ad altro, come la vite a riportar di nuovo il
grappolo nella sua stagione

 (R. Mondolfo, Il pensiero antico, La Nuova Italia, Firenze, 1961
3, pagina 467).

